La Casa M. D'Auria Editore è dichiarata dallo Stato Italiano «Bene culturale di interesse artistico e storico nazionale»
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EURIPIDARISTOFANIZEIN

Codice: 887092244
Autore: DEL CORNO DARIO
ISBN: 8870922448
Anno pubblicazione: 2005
Pagine: 532
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Studi sul teatro greco. A cura di Fabrizio Conca, Giuseppe Lozza, Giuseppe Zanetto.
INDICE: Premessa – TRAGEDIA: I. Pox 2256, 3 e le rappresentazioni postume di Eschilo – II. La drammatizzazione del mito nel Prometeo di Eschilo –III. Il satiro e la fonte: l’Amycos di Sofocle – IV. Filottete eroe della realtà – V. Sull’Ippolito di Euripide – VI. Medea in musica: una figura del mondo classico nel melodramma – VII. Euripide e la “tragedia nuova” – VIII. Mario Untersteiner: la tragedia come percorso di verità – IX. Passato e presente nella tragedia greca – X. I tragici greci e il passato come inizio del tempo – XI. La tragedia greca dal testo alla scena moderna – XII. Esperimenti di drammaturgia tragica nel teatro ateniese. COMMEDIA: XIII. Appunti sulla struttura delle Rane di Aristofane – XIV. Scena e parola nelle Rane di Aristofane – XV. Alcuni passi delle Rane di Aristofane e la recitazione degli attori greci – XVI. La caratterizzazione dei personaggi di Aristofane attraverso i fatti di lingua e stile – XVII. Selezioni menandree – XVIII. Il problema dell’urbanesimo in Menandro – XIX. Il nuovo Menandro: Lo scudo e La Donna di Samo – XX. Prologhi menandrei – XXI.Alcuni aspetti del linguaggio di Menandro – XXII. Papiri e selezioni menandree. Un aggiornamento – XXIII. Spazio e messa in scena nelle commedie di Menandro – XXIV. Menandro e il teatro della realtà – XXV. I frammenti papiracei adespoti della commedia nuova –XXVI. Due note sulla commedia nuova – XXVII. Indicazioni di tempo nella scenografia verbale della commedia greca – XXVIII. Come si deve fare una commedia: programmi e polemiche nel teatro ateniese. DAL “CORRIERE DELLA SERA”: XXIX. “Come ricompongo i cocci di Eschilo e Sofocle” – XXX. Drammi d’antica Grecia e fantasmi romani – XXXI. Temi di oggi drammi di ieri – XXXII. Sorpresa in scena: Nerone è una donna – XXXIII. Satyricon: Aristofane lo conosceva bene. DA “IL SOLE 24 ORE”: XXXIV. La rinascita della tragedia – XXXV. Quella doppia realtà nata con la tragedia – XXXVI. Edipo cieco di sapienza – XXXVII. Un fantasma d’amore dalla tragica bellezza – XXXVIII. Dalla scena il monito di una caos possibile – XXXIX. Zeus e il triangolo virtuoso – XL. Morte e resurrezione du un moderno Ulisse – XLI. Antigone, libertà in gabbia – XLII. Se un asino ingannato diventa un eroe – XLIII. Alche il kimono si addice a Elettra – XLIV. Cari attori, su la maschera – XLV. Una tragedia andata a buon fine. Indice delle fonti letterarie greche e latine. Indice dei papiri e delle pergamene.

 
 
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DIZIONARIO ZOOLOGICO NAPOLETANO


Il Dizionario Zoologico Napoletano è un’opera unica nel suo genere che ha impegnato l’autore per oltre un decennio di ricerche. I circa 3600 lemmi e le numerosissime varianti riguardano specie distribuite nei vari taxa del regno animale e derivano, oltre che dalla consultazione di numerose opere scientifiche e letterarie, dalla ricerca sul campo. La vasta bibliografia, infatti, spazia in settori eterogenei e ha permesso d’investigare il rapporto uomo-animale in vari ambiti quali l’allevamento, l’agricoltura, le arti, i mestieri, gli usi quotidiani e persino i culti apotropaici. L’arco temporale si sviluppa dalle civiltà dei popoli italici, attraversa la cultura magno-greca, passa per Plinio, Virgilio, Federico II, Ferrante Imperato, Giambattista della Porta, attraversa il XVIII secolo in un fiorire di studi e storie di cui oggi si avverte solo una flebile traccia, fino a giungere ai nostri giorni. L’uso dei termini è testimoniato dalla fraseologia che comprende citazioni tratte dai classici, dai proverbi e dai modi di dire. L’approccio zoologico ha permesso di chiarire alcune etimologie e di proporne altre che sfuggivano al solo aspetto filologico.
Il Dizionario Zoologico Napoletano non è una celebrazione del passato, non una nostalgica cartolina ma la testimonianza del sapere di un popolo e della sua capacità di partecipare all’armonia della Natura.


 

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