A cura di Salvatore Napolitano.
Questo studio individua nella ricostruzione delle vicende biografiche e intellettuali di Pietro Vivenzio (Nola, 1754-1835) una linea interpretativa utile a seguire le complesse evoluzioni storico-politiche e culturali della Napoli tra Sette ed Ottocento.
Dall’analisi degli inediti Sepolcri Nolani, di cui si propone per la prima volta una trascrizione ragionata, introdotta e commentata, emerge l’interessante fisionomia di un savant méridional in piena sintonia con le contraddizioni del suo tempo, eppure capace di eccellenti intuizioni.
Saldamente introdotto per vincoli familiari nell’entourage borbonico ed attivamente partecipe della République des Lettres, anche attraverso un determinante soggiorno romano, Pietro Vivenzio riuscì a concepire un coerente e globale progetto culturale centrato su un rapporto di assoluta reciprocità tra l’evidenza dei reperti musealizzati nella straordinaria collezione antiquaria di famiglia e l’elaborazione teorica delle proprie multiformi acquisizioni.
Finì tuttavia vittima delle sue stesse ambizioni intellettuali, nello stridente contrasto tra il fulgido scintillio delle frequentazioni cortigiane e cosmopolite di fine secolo, all’interno delle quali maturarono i presupposti di una strategia politico-culturale comunque ardita e ambiziosa, e le restrizioni che seguirono i conati rivoluzionari e l’occupazione francese ai primi dell’Ottocento, seguendo significativamente la declinante parabola della dinastia borbonica, mai più in grado di replicare i fasti della prima età ferdinandea.






